Conti anonimi e abolizione dei libretti al portatore

Conti anonimi e abolizione dei libretti al portatore

Si torna a parlare di anonimato dei conti correnti, dopo la stretta di inizio anno che ha visto l’addio al segreto bancario da parte delle banche svizzere e un nuovo accordo di scambio automatico di informazioni fiscali con l’Unione Europea.

Si definiscono spesso impropriamente conti correnti anonimi i conti criptati, o meglio cifrati, garantiti da alcune banche estere a chi ha interesse a spostare capitali senza lasciare tracce per evitare la tassazione del Paese di provenienza. L’anonimato è garantito dal fatto che il conto è numerato e non nominativo (il nome del titolare è semplicemente sostituito da un numero) e dalla particolare legislazione di quelli che vengono comunemente definiti paradisi fiscali, dove le banche si impegnano a non condividere informazioni sul cliente che pure sono in loro possesso. Questo come si diceva non è sempre possibile, e non sono rari i casi in cui il segreto è venuto meno, anche in forma generale e definitiva.

Nell’ambito della lotta all’evasione e dell’antiriciclaggio sono state prese diverse iniziative a livello europeo, l’ultima è una direttiva da poco recepita in Italia rispetto all’emissione di libretti al portatore, aboliti a partire dal 4 luglio 2017 secondo il decreto legislativo 90/2017.

I libretti al portatore, molto diffusi finora in Italia, sono strumenti che hanno permesso a lungo di far circolare somme in forma alternativa al contante, liquidabili semplicemente presentandosi allo sportello della banca o delle Poste. Pongono un problema di tracciabilità ovvio in quanto anonimi, e questo vale sia per i libretti bancari che per quelli postali.

Alcune limitazioni erano già state poste negli ultimi anni rispetto agli importi massimi ammessi in giacenza, ma senza mai arrivare a sospendere l’utilizzo dello strumento, che si scontra ufficialmente oggi con il divieto, ribadito dal decreto 90/2017, di aprire strumenti di risparmio e conti correnti in forma anonima o con intestazione fittizia.

Per quanto riguarda i libretti al portatore già in circolazione si avrà ancora circa un anno e mezzo di tempo per mettersi in regola. Entro il 31 dicembre 2018 chi ne possiede uno dovrà provvedere a ritirare il contante depositato o a trasferirlo su un conto corrente, oppure potrà passare a un libretto di risparmio nominativo.